Per il 22 marzo 2017, Giornata mondiale dell’acqua, Green Cross Italia lancia la quinta edizione della campagna SALVA LA GOCCIA e chiede a scuole, insegnanti, studenti, atleti, enti sportivi, famiglie, singoli cittadini di contribuire al risparmio idrico. È possibile aderire all’iniziativa compiendo azioni virtuose fino al 22 marzo 2017. La partecipazione non richiede atti straordinari ma semplici gesti di razionalizzazione dei consumi dell’acqua, che consentono di sperimentare in prima persona le buone pratiche di riduzione degli sprechi.

Se il tema della Giornata è “Wastewater”, con particolare riferimento alla gestione delle acque reflue che devono essere trattate adeguatamente soprattutto nel campo dell’agricoltura, non meno importante è adottare un uso più consapevole della risorsa a partire dal nostro quotidiano per diminuire i litri gettati nello scarico.  Il primo passo è individuare e denunciare gli sprechi che ci circondano: nella nostra città, nel quartiere, nella scuola, a casa. Quindi, denunciarli e, se possibile, chiedere che vi si metta fine. Noi non possiamo girarci dall’altra parte, ma dobbiamo agire partendo dalla nostra realtà.

Che cosa possono fare gli insegnanti, gli atleti e i ragazzi?

Ecco qualche suggerimento (questa traccia non è vincolante)

– Il 22 marzo dedicare una parte delle lezioni e degli allenamenti ai temi dello spreco e del risparmio idrico. Basta mezz’ora per fornire informazioni, consigli pratici e suggerimenti, approfondire il legame esistente tra acqua e cambiamenti climatici, il concetto di impronta idrica, o effettuare un percorso didattico che conduca bambini e ragazzi a riflettere sull’importanza dell’acqua risorsa e bene comune.

– Coinvolgere i ragazzi e le loro famiglie. Prima del 22 marzo è sufficiente scegliere uno dei comportamenti virtuosi contenuti nelle buone regole (per esempio: cronometrare l’uso dell’acqua; fare la doccia e non il bagno; preparare una cena con un menù vegetariano) e invitare studenti e famiglie a rispettare quella regola per la Giornata mondiale, con l’auspicio che diventi un’abitudine per i giorni a venire.

– Andare a caccia degli sprechi di acqua a scuola, in palestra, a casa, nei giardini pubblici e privati, in campagna. E dopo averli documentati (con foto o video) chiedere ai responsabili di mettervi fine.

– Attuare una regola del risparmio idrico realizzabile a scuola o in palestra. Per esempio, chiudere il rubinetto quando ci si lava le mani; fare delle docce brevi. Quindi, elaborare un volantino contenente la regola e affiggerlo nei bagni e negli spogliatoi.

– Preparare una serie di impegni da sottoporre al dirigente scolastico o al responsabile dell’ente sportivo. Aggiustare il rubinetto o lo sciacquone del bagno che perdono, in mensa usare le brocche con l’acqua di rubinetto, installare i riduttori di flusso alle docce: sono alcune delle richieste che si possono presentare ai responsabili per ridurre l’impronta idrica.

– Inviare un elenco di richieste agli amministratori locali. I desiderata, riferiti al quartiere o alla città e sottoscritti da un gruppo di ragazzi, da una classe o da una squadra, possono essere recapitati al sindaco, a un assessore comunale a un’autorità locale.

– Coinvolgere una televisione, un giornale locale, un personaggio pubblico. L’obiettivo è avere un alleato che diventi testimonial del risparmio idrico. Come? Durante la Giornata mondiale dell’acqua il quotidiano locale può dedicare un articolo al tema, fare un servizio sulla denuncia di spreco fatta dagli studenti, la Tv una trasmissione, il personaggio potrebbe pubblicare messaggi su Facebook.